La smorfia napoletana: il numero 26 – Nanninella (Anna, la madre della Vergine)

26. Sant'Anna

Il numero 26 nella smorfia napoletana è associato a Sant’Anna, Nanninella (Anna, la madre della Vergine).

Stranamente e singolarmente, questo numero non è associato ad una cosa o azione o ad un nome comune, bensì ad una persona specifica: si pensi al soldato, o alle guardie; questi sono nomi comuni che possono avere più sfumature, mentre Sant’Anna non ha sfumature, è univoco e non interpretabile.

Questa associazione è molto singolare anche considerando che le fonti su Sant’Anna e sul suo consorte Gioacchino, non siano così ricche come magari lo sono per altri personaggi biblici.

Nonostante questo però, la devozione dei napoletani a Sant’Anna ed al suo culto dimostra che non servono fonti infinite per credere in qualcosa.

Sant’Anna, la nonna di Gesù, è la protettrice delle gestanti e protegge le mamme nei parti difficili ma le vengono riconosciuti o meglio attribuiti altri ambiti di protezione sempre comunque collegati alle mamme ed ai loro figli. Sant’Anna è anche la protettrice delle donne che si dedicano alla cura della casa cucendo, ricamando, pulendo.

Il numero 26 si può giocare quando sogniamo qualcuno che si chiami Anna.
E’ tradizione pensare che sognare una donna di nome Anna significhi una inconscia necessità di essere guidati e di condividere la nostra vita con qualcuno, soprattutto in un momento di difficoltà.

Poco collegati a Sant’Anna, ci sono anche altre situazioni in cui la smorfia ci suggerisce di mettere in gioco il numero 26: maccheroni crudi, fare o ricevere carezza, mozziconi di sigaretta.

Vi sono poi altri significati sempre collegati al numero 26: precipitare, restaurare, aiutare, assicurare, costruire, degustare, disobbedire.

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